Cloud pubblico, privato ed ibrido

Notizia del 06.11.2017

Nel panorama industriale mondiale, le aziende stanno valutando formule diverse per la raccolta e la gestione dei dati interni. La direzione intrapresa porta, come ormai è risaputo, al Cloud computing. Ma l’opportunità del Cloud, a sua volta, è ricca di soluzioni diversificate tra loro, che possono integrarsi per dare vita a strategie sempre più ottimali.

Ad oggi molte realtà si stanno rivolgendo al Cloud ibrido, che presenta vantaggi maggiori. Un Cloud ibrido è un ambiente di elaborazione che consente la condivisione di dati e applicazioni tra Cloud pubblico e privato. Infatti permette alle aziende di ridimensionare facilmente l'infrastruttura locale, riuscendo così a gestire eventuali eccedenze ed evitando che i data center di terze parti accedano ai dati aziendali. Questo non significa che il Cloud pubblico non possa essere adeguatamente sfruttato (anzi, serve per le attività di elaborazione di base non sensibili, mantiene i dati strategici in locale, protetti da un firewall aziendale).

Il Cloud ibrido permette di ridimensionare le risorse di calcolo ed evitare di investire somme di denaro notevoli solo per liberare risorse locali per dati o applicazioni più sensibili. L’azienda paga esclusivamente per la tipologia di risorsa utilizzata e la durata di tempo necessaria alle operazioni. Garantisce i vantaggi, che già conosciamo, del cloud computing (flessibilità, scalabilità, controllo dei costi) abbassando il rischio di vulnerabilità dei dati.

Ma vediamo meglio cosa significano i vari modelli di Cloud.

Cloud Pubblico

In questo caso un service provider mette a disposizione le risorse al pubblico su internet, garantendo scalabilità e prezzi contenuti, grazie a un data center di cui l’azienda è proprietaria. Non è quindi necessario acquistare un hardware, pagare la manutenzione, la formazione del personale e le licenze del software. Il lato negativo è l’impossibilità di controllare le scelte riguardanti le policy di sicurezza, rischiando così di infondere negli utenti finali la paura che i propri dati non siano stati salvati in maniera corretta ma soprattutto non siano sicuri da attacchi esterni. Dotarsi di un data center davvero sicuro rappresenta una realtà per poche aziende, in quanto l’investimento economico che ne consegue per rispettare le regole di sicurezza è importante (accessi controllati con riprese video, controllo dell’accesso con identificazione, smaltimento sicuro dei dischi in caso di guasti, accesso protetto ai dati sensibili per gli utenti intranet).

Cloud Privato

Si tratta di una dimensione virtuale interna all’azienda, dove i servizi e le risorse vengono caricati online. Rimane tutto all’interno del data center e si risolve così il problema della privacy e della sicurezza citato prima.

Il cloud privato ha il vantaggio di essere utile alle singole unità aziendali in base all’effettiva necessità e rappresenta un costo sicuramente ammortizzabile dall’azienda stessa. E’ uno strumento che ottimizza le risorse disponibili, quindi è agile, scalabile e utilizzabile in ogni momento con la configurazione desiderata. Le ragioni per scegliere questa opzione sono la sicurezza, la governance, la privacy dei dati e l’utilizzo delle risorse hardware e software. Ma a fronte di eventuali problematiche, il rischio di perdere i dati è decisamente più alto.

Cloud Ibrido

Il Cloud ibrido è un’infrastruttura che viene mantenuta dal provider interno ed esterno e permette di condividere dati del data center e del cloud pubblico. Si tratta di una soluzione ottimale per le aziende che necessitano di delegare parte della gestione delle informazioni all’esterno, mantenendo comunque all’interno quelle più sensibili. Se poi è già presente un’infrastruttura IT consolidata e si è deciso per una migrazione graduale ad un servizio di cloud pubblico, viene garantita la continuità del servizio per i dipendenti. Quando non c’è il desiderio di effettuare investimenti importanti per progetti brevi o si vuole sfruttare il Cloud pubblico con un servizio IaaS per i dati meno sensibili, il Cloud ibrido è la soluzione giusta.

Le aziende che devono valutare quale tipologie di Cloud scegliere, dovrebbero prendere in considerazione questi aspetti:

• Costo del computing nel proprio data center e nel cloud pubblico

• L’azienda parte già da una infrastruttura virtuale? Se si, il cloud privato/ibrido ha senso e costa meno

• Quali vantaggi potrebbe ottenere dal cloud pubblico?

• Sensibilità dei dati: se alta meglio preferire un cloud privato o ibrido, se bassa il cloud pubblico è una soluzione meno dispendiosa

Un servizio che viene incontro alle esigenze di molti è Azure, la piattaforma Cloud di Microsoft, che offre servizi di cloud computing, tra i quali: elaborazione, archiviazione, memorizzazione e trasmissione dei dati, interconnessione di reti, analisi, intelligence, sicurezza, monitoraggio e tanto altro. Azure supporta diversi sistemi operativi e linguaggi di programmazione, consentendo all’azienda di realizzare il proprio progetto tecnologico e digitale “prelevando” dal sistema componenti già precostituite. Permette di rilevare i dati di cui si necessita e di valutare i risultati che si possono ottenere con l’analisi. È stato creato inoltre per favorire lo sviluppo rapido di applicazioni, grazie anche ad una semplice configurazione dei servizi. E soprattutto si paga in base all’utilizzo effettivo del servizio (il sistema di fatturazione si basa sui minuti).



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