Agevolazioni sull'acquisto di beni immateriali per l'innovazione tecnologica.

Notizia del 13.06.2017

Piano nazionale industria 4.0: crescita esponenziale vs proroga della scadenza

Da quando è stato creato il Piano Nazionale per l'Industria 4.0, sono migliaia le aziende che hanno fatto richiesta per poter usufruire dell'iper e super ammortamento su beni materiali e immateriali. Un ottimo segnale che dimostra la volontà di investire nel settore manifatturiero grazie all'implementazione di strumenti tecnologici innovativi, in grado di incrementare la produttività e ridurre gli sprechi.

Nel primo trimestre del 2017 si è registrata una forte crescita di ordini e fatturati, a tal punto che i tempi per le consegne rischiano di allungarsi oltre il termine previsto per l'agevolazione. Le due misure del Piano, infatti, coprono gli investimenti effettuati entro il 30 giugno 2018 a patto che l'ordine risulti accettato dal venditore entro il 31 dicembre 2017 e sia stato completato il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Emerge quindi la necessità di prorogare la scadenza ad una data più consona, il 31 dicembre 2018 è stato proposto come ultimo giorno utile in due emendamenti parlamentari, che però rischiano di cadere nel nulla.

Sembra inoltre che non tutti gli incentivi del provvedimento saranno confermati nella prossima finanziaria. Come ha annunciato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, il Piano Nazionale va rafforzato ma questo non significa confermare tutti gli incentivi. Bisogna quindi sfruttare il super e l'iper ammortamento entro i termini previsti, riponendo fiducia nella disponibilità del Governo a spendere la metà dei 18 miliardi di euro stanziati per il Piano Nazionale fino al 2027.

E qui nasce il paradosso. Finora il settore manifatturiero ha raccolto una crescita del 13% con punte del 60% nelle macchine per ceramica, del 22% in quelle utensili e del 20% in quelle per fonderie. Inoltre, nei primi 5 mesi del 2017, rispetto allo stesso periodo nel 2016, c'è stato un aumento del 10% dei contratti di leasing (oltre 76mila) in beni strumentali per un valore di quasi 3 miliardi. Più di un contratto su quattro ha riguardato il leasing di beni ad alta tecnologia nel campo dell'elaborazione e trasmissione dati. Si parla di un finanziamento complessivo di 683 milioni di cui 254 relativi a beni che ricadono nel piano Industria 4.0.

Se la Ragioneria dello Stato dovesse definitivamente bocciare gli emendamenti proposti per prolungare la durata delle agevolazioni, si bloccherebbe tutto il processo di fornitura legato all' interconnessione digitale. Una scelta poco logica e di grande rischio, che ignorerebbe totalmente una potenziale spinta per il consumo interno, calcolata intorno ai 2,8 miliardi di euro.