Legge di Bilancio 2018: le novità per il super e l'iper ammortamento

Notizia del 20.10.2017

Il super ammortamento: prima e dopo

Dal 2016 il Governo ha stabilito una deduzione del 40% per gli investimenti in beni strumentali nuovi, impianti e macchinari che porta al 140% il valore totale della deduzione, determinando così la riduzione della base imponibile per le imposte. Si parla nello specifico di super ammortamento, a cui si è aggiunta una maggiorazione del 250% del costo di acquisizione dei beni strumentali acquistati per trasformare l’impresa in Smart Factory, secondo i criteri dell’Industria 4.0. In questo caso si parla di iper ammortamento. Recentemente è stata confermata una proroga che estende l’impatto del super ammortamento anche ai beni strumentali nuovi effettuati entro il 31 dicembre 2017 (esclusi alcuni mezzi di trasporto a motore). La scadenza può essere allungata fino al 30 giugno 2018, a condizione che l’ordine effettuato risulti accettato dal venditore e pagato per almeno il 20% entro la data del 31 dicembre 2017. Gli stessi termini valgono per l’iper ammortamento, che però necessita di un requisito in più da rispettare: l’interconnessione. Il che significa che il bene dovrà essere operativo e interconnesso al sistema aziendale di production’s management. Nel caso in cui l’impresa sia in ritardo con l’attivazione dell’interconnessione, le quote del 150% saranno comunque recuperabili nei periodi d’imposta successivi.

Quali sono quindi le novità per il 2018?

Nei primi sei mesi del 2017 le imprese hanno investito sui macchinari, generando una crescita del 9% rispetto allo stesso periodo del 2016, per una quota totale di 80 miliardi di euro. Senza contare che ad agosto, sempre di quest’anno, si è raggiunta la massima spesa relativa agli ordini di nuovi impianti e macchinari. Se si considerano inoltre le aziende che investiranno in soluzioni tecnologicamente avanzate, di queste 11.300 hanno fatto sapere che hanno intenzione di spendere somme decisamente maggiori nel corso del 2018 e circa 4.500 di queste, solo l’anno scorso, non avevano investito ancora nulla.

Notizie positive che hanno senz’altro contribuito alla definizione della nuova Legge di Bilancio 2018, approvata dal Consiglio dei Ministri il 17 ottobre scorso e che ora dovrà passare al vaglio delle Camere per gli eventuali aggiustamenti e la votazione finale. Essa prevede l’applicazione del super ammortamento per il terzo anno consecutivo, ma con un’aliquota inferiore, che dal 140% passa al 130%.

L’agevolazione si potrà richiedere per i beni acquistati dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, con un termine ultimo al 30 giugno 2019. Si riducono però i beni interessati, saranno infatti esclusi i veicoli adibiti al trasporto delle merci dal beneficio fiscale (aiuto, ciclomotori e moto, mentre rientrano nella lista i mezzi per uso speciale e per l’edilizia, come taxi, autobus, trattori, autoarticolati, autocarri).

Una novità interessante, che contribuisce ad accrescere l’interesse nei confronti dell’agevolazione, è la possibilità di ricambio della “macchina” acquistata e soggetta all’iper ammortamento. Il bene quindi può essere sostituito, a patto che quello nuovo abbia caratteristiche simili o superiori, dal punto di vista tecnologico, così come dettato dalla Legge di Bilancio e a patto che l’impresa dimostri di aver sostituito il proprio investimento, rispettando le caratteristiche prestabilite e la necessità dell’interconnessione.

Come già accennato, l’iper ammortamento gode di una dilatazione delle tempistiche: gli investimenti vanno effettuati entro il 31 dicembre 2018 o entro il 31 dicembre 2019, se viene pagato un acconto pari ad almeno il 20% del valore entro il 2018.

La Nuova Sabatini prevede uno stanziamento di 560 milioni di euro totali, di cui 112 milioni di euro per gli anni dal 2019 al 2021, 84 milioni di euro per il 2022 e 28 milioni di euro per il 2023.

Il focus di questa iniziativa è diretto soprattutto all’ambito Industria 4.0. Per favorire gli investimenti relativi all’innovazione tecnologica da parte delle aziende, con l’acquisto di macchinari “intelligenti” e un’organizzazione del lavoro prettamente “digitale”, il 20% dello stanziamento è destinato all’acquisto di macchinari che permettono di lavorare sui big data, cloud computing, banda ultralarga e che sono caratterizzati da cybersecurity, robotica avanzata, realtà aumentata, manifattura 4D e Radio frequency identification (RFID).



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