Risultati Piano Nazionale Industria 4.0 e prospettive 2018 per Impresa 4.0

Notizia del 28.09.2017

Il Piano Nazionale Industria 4.0 da oggi si chiama Impresa 4.0. Così il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha definito l’inizio dell’incontro per stabilire i risultati del Piano nel 2017 e le nuove linee guida che accompagneranno il 2018 e oltre. Presenti anche il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, dell'Istruzione Valeria Fedeli e del Lavoro Giuliano Poletti. "Questo è il secondo capitolo che si va aprendo, dove saranno protagoniste competenze e lavoro - ha sottolineato Calenda - da gennaio a giugno abbiamo avuto un andamento di ordinativi che segna un +9%, dato in linea con gli obiettivi dei primi mesi dell'anno, e si e' avuto un abbattimento fortissimo delle scorte, che per molti anni erano state ferme. Gli strumenti stanno funzionando". Da una prima analisi si evince infatti che nell’ultimo anno la produzione industriale è cresciuta del 2,6% in un clima di fiducia delle imprese, a sua volta incrementato fino al 4%. A luglio 2017 c’è stato un recupero nella produzione nazionale del 7,7% con un aumento dell’occupazione pari a 950.000 posti di lavoro, a fronte di un fatturato che nello stesso periodo è aumentato del 15% e di una forte riduzione delle scorte che hanno raggiunto il livello minimo. Esaurite le scorte, nella seconda metà del 2017 ci si attende quindi un andamento della produzione industriale più allineato a quello del fatturato.

Gli obiettivi stabiliti per i prossimi 3 anni prevedono:

- Incremento dell’investimento da parte di privati da 80 a 90 mld €

- Aumento di 11,3 mld € per la spesa privata in R&S&I con focus su tecnologie 4.0

- Aumento del volume degli investimenti privati early stage di 2,6 mld €

- 200.000 studenti universitari e 3000 manager specializzati sui temi Industria 4.0

- 100% di studenti iscritti ad Istituti tecnici superiori su temi Impresa 4.0

- 1.400 dottorati di ricerca dedicati

- 100% delle aziende italiane connesse alla fibra ottica entro il 2020

- 6 consorzi in ambito IoT in aggiunta ai tavoli istituzionali

- 1 mld € per la riforma e il rifinanziamento del Fondo di Garanzia

- 1 mld € per i contratti di sviluppo focalizzati su investimenti 4.0

- 0,1 mld € per gli investimenti su catene digitali di vendita

Grazie all’opportunità offerta dall’iper e superammortamento abbiamo assistito ad una crescita dell’11,6% per l’acquisto di nuovi macchinari e del 10,7% per apparecchiature elettriche ed elettroniche. 24.000 imprese su 68.000 oggi spendono in R&S&I. Tra quelle in aumento, 4.500 nel 2016 non investivano nel settore. Un cambio di tendenza importante. Ed i numeri sono destinati a crescere. Al 1° settembre 2017 i contratti di sviluppo finanziati sono 102, di cui 88 al Sud e 14 al Centro-Nord Gli investimenti previsti sono pari a 3,6 mld € con un netta prevalenza del settore alimentare (21%), dell’ automotive (17%) e della meccanica (15%) Le agevolazioni concesse sono pari a 1,9 mld € di cui al Sud 1,7 mld € e al Centro Nord 0,2 mld €.

In sintesi, nel primo semestre 2017, i risultati sono:

- Incremento degli ordinativi per il mercato interno dei beni strumentali, con picchi del +11,6% per macchinari e altri apparecchi. Aspettative su ordinativi ai massimi livelli dal 2010

- Dati positivi sia sul numero di imprese che aumenteranno la spesa in Ricerca&Sviluppo sia sulla percentuale di crescita della spesa (da indagine campionaria +10%/+15%)

- Crescita contenuta per gli investimenti early stage nel primo semestre (+2%), ma sono già state definite delle azioni correttive

- Banda Ultra Larga: stanziati interventi pubblici pari a 3,5 mld € per infrastrutture e per incentivi alla domanda di famiglie e imprese al fine di raggiungere gli obiettivi di copertura al 2020

- Fondo di Garanzia: +10,7 % di importo garantito nei primi 8 mesi 2017

- Contratti di Sviluppo: concesse agevolazioni per 1,9 mld € e creati/salvaguardati più di 53.000 posti di lavoro

- Ritardi nella costituzione dei Competence Center: attesa l’apertura del bando entro fine 2017

Per quanto riguarda invece la formazione, ci sono delle novità importanti per Scuola, Università, Educazione Terziaria Professionalizzante e Ricerca.

Scuola

• Un investimento in una Scuola per la società e l’economia della conoscenza: + 12,6 Mld €

• Piano Nazionale Scuola Digitale: oltre 1 Mld € di investimenti per risolvere il gap tecnologico delle scuole e per fornire gli strumenti cognitivi per comprendere e governare le nuove tecnologie

• Alternanza Scuola / Lavoro: programma avviato, nell’anno accademico 2016/2017 coinvolti 1,2 milioni di studenti

Educazione Terziaria Professionalizzante

• Istituti Tecnici Superiori (ITS): potenziamento a partire dall’anno accademico 2018/2019 con l’obiettivo di raggiungere il raddoppio del numero degli studenti entro il 2020

• Lauree Professionalizzanti: percorsi triennali che facilitino il raccordo con il mondo del lavoro e contribuiscano a soddisfare le necessità che questo esprime anche in ambito Industria 4.0

Università

• Corsi universitari 4.0: ad oggi circa 60.000 studenti iscritti a corsi specializzati su tematiche Industria 4.0

• Dipartimenti di eccellenza: rafforzamento corsi di studio universitari con indirizzi sinergici ad Industria 4.0 (come ingegneria, informatica, economia e management, etc.) e insegnamenti specifici su Industria 4.0

Ricerca

• +2,75 Mld € (2,35 Mld€ Programma Nazionale della Ricerca e 400 Mln€ Progetti di Rilevante Interesse Nazionale)

• Dottorati: stanziate risorse per 700 dottorati nell’anno accademico 2017/2018, tra gli obiettivi sviluppare programmi congiunti tra università e imprese sul tema Industria 4.0

• Cluster Tecnologici Nazionali: 1 Mld € di investimento, cofinanziato al 50% dal privato, sulle 12 aree di ricerca prioritarie identificate dal Piano Nazionale delle Ricerche

«Una situazione di finanza pubblica difficile come quella italiana sta migliorando», ha sottolineato Padoan, sia in termini di deficit «sia con la cessazione della salita del debito, che in tutti gli altri paesi continua a salire. Noi siamo un Paese ad alto debito in cui il debito però ha smesso di salire e speriamo molto presto di vedere un’inversione di tendenza». Un altro elemento positivo da prendere in considerazione è, secondo Padoan, il Pil che migliora ma, ha aggiunto, non c’è spazio per ritenersi soddisfatti: «Siamo solo all'inizio di un processo che ci deve portare a un livello migliore di dove eravamo».

In conclusione il convegno si è concentrato sull’importanza dell’incentivazione culturale e dell'ammodernamento delle imprese. L’impegno si focalizzerà sugli incentivi cercando di promuovere l'innovazione all'interno delle piccole e medie imprese italiane, sfruttando il meglio dell’esperienza maturata finora e cercando di creare una vera e propria cultura dell'innovazione.



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